Il Monte degli Etruschi #3
Pubblicato da Simone Terreni alle 22:35 in I Cinque Stelle, Misteri in Toscana, Toscana Romantica
All’etrusco piace viverli i boschi. Gli piace passeggiare in silenzio o raccogliere le more ad agosto per fare una marmellata o fare una bella scampagnata sull’erba soffice davanti a un panorama che spazia dall’Arno, passa da San Miniato, si sofferma sul padule di Fucecchio, oltrepassa il Monte Serra e arriva fino al mare nelle giornate più limpide. E per far questo L’etrusco ha un posto che ama più di tutti.
Il Leccio di Faltognano.
E’ uno di quei posti magici. Tutta Faltognano è magica. Qui per esempio vive in una di queste case riscaldate da grandi cammini un uomo, un contadino, che cura le malattie con l’acqua della cannella. Ti bagna, dice alcune preghiere e verruche e altre cose strane della pelle vanno via.
Certo magari alla magia bianca non ci credi. Pensi che non sia possibile. Poi dici magari provo perché dottori e la medicina ufficiale hanno fallito. E… funziona. Nel giro di un mese va via. Dove è il trucco? Non c’è, perché il guaritore non accetta ne soldi ne regali.
“E’ un dono -dice lui a tutti quanti- che ho ricevuto e io lo dono a te”. Il problema, pensi dentro di te, è che se con delle preghiere rivolte alla Madonna vanno via le cose cattive allora esiste il bene. E se esiste il bene esiste il male, esiste il diavolo.
Ne riparlerò di queste cose, perché mi hanno sempre affa
scinato e perché la Toscana ne è piena di queste misteri (mia madre ad esempio contraddice i bachi delle feci dei bambini e fa andar via gli orzaioli cucendo l’occhio con ago e un filo immaginario). A me piace pensare che mentre il diavolo fugge dalle persone nella nostra zona lasci, tutte le volte, la sua impronta a Pietramarina.
Ma la cosa più bella è il leccio, l’albero preferito dell’etrusco.
Ha un tronco immenso che per circondalo ci vorrebbero quattro uomini e ha più di trecento anni. È posto a guardia di
una chiesetta del XII secolo ma rifatta nel 1895 (Santa Maria dell’Assunta, come il duomo di Siena) che ricorda i morti di questa zona durante la prima guerra mondiale e di un piccolo cimitero vicino, un po’ macabro. Sotto il leccio l’etrusco si è divertito con i suoi amici, ci ha studiato quando doveva, ci ha fatto l’amore. Quando ci viene da solo se ne sta sul muretto e guarda la sua terra e i leccio alle sue spalle gli parla. Ma quello che si dicono è un segreto.
P.s.: ho rubato la dicitura IL MONTE DEGLI ETRUSCHI al mio amico giornalista Riccardo Cardellicchio. Spero non me ne voglia.






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